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Vittorio Prodi
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30/01/2012

Il Presidente Scalfaro, grande difensore della Costituzione

Ho appreso con profonda commozione la notizia della scomparsa dell'ex presidente della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. E il pensiero è andato al periodo del settennato di questo straordinario cattolico che anche quale uomo di Stato ha contribuito sempre e inequivocabilmente alla costruzione del bene comune, del rispetto delle istituzioni e della democrazia, e a difenderne il senso in maniera integerrima com'era integerrimo magistrato. Scalfaro non ha mai smesso di interessarsi della politica alla quale ha dato un contributo fondamentale anche presiedendo l'associazione "Salviamo la Costituzione". Scalfaro è stato e deve rimanere un esempio per tutti noi che agiamo in politica e per i giovani, un esempio di coerenza e di coraggio, in particolare come difensore di una concezione della politica messa a dura prova dagli scandali di corruzione degli ultimi anni. Scalfaro è stato senz'altro, anticipatore in questo, il primo indignato d'Italia.
[Vittorio Prodi]


29/01/2012

European Citizens' Initiative

Tutti i cittadini potranno presto invitare la Commissione europea a presentare una proposta legislativa. Un nuovo sito web contiene tutte le informazioni necessarie per avviare una "iniziativa dei cittadini europei".
Il nuovo diritto d'iniziativa popolare riconosce a tutti i cittadini europei la facoltà di contribuire a determinare le politiche dell'UE; consente infatti a un gruppo di persone che condividono una stessa posizione di chiedere alla Commissione di proporre una nuova legislazione su un argomento specifico. La Commissione, cui spetta il compito di presentare nuove proposte legislative in ambito europeo, è formalmente tenuta a prendere in esame qualsiasi richiesta che soddisfi i requisiti previsti in qualsiasi settore nel quale la Commissione ha la competenza.
Può farsi promotore di un'iniziativa un comitato composto da almeno 7 cittadini residenti in almeno 7 diversi paesi dell'UE.
La Commissione ha 2 mesi per verificare se l'iniziativa proposta è conforme alla normativa e se la registrazione viene confermata, gli organizzatori hanno a disposizione 1 anno per raccogliere 1 milione di firme in almeno 7 paesi dell'UE. La Commissione dispone poi di 3 mesi per esaminare l'iniziativa.
Un'eventuale proposta legislativa sarà sottoposta al Consiglio dell'Unione europea e al Parlamento europeo. http://ec.europa.eu/news/eu_explained/120127_it.htm


27/01/2012

Una memoria attiva per essere vigili nel presente

In questa giornata speciale mi preme sottolineare l'importanza che ha il lavoro sulle memorie per la realizzazione del progetto europeo, per un’educazione delle giovani generazioni a una cittadinanza consapevole e responsabile.
Al di là dello sgomento per quello che è successo, così poco tempo fa, nel nostro territorio europeo, credo che lavorare ed elaborare la memoria del passato significhi soprattutto comprendere fino in fondo quei meccanismi che hanno trasformato persone comuni in criminali, che li hanno spinti ad abbandonare ogni capacità critica e di resistenza. Significa anche comprendere i meccanismi di “de-umanizzazione” fino alla reificazione come fonte di violenza di cui ha parlato anche Giuseppe Dossetti nell’analizzare la strage di Marzabotto. Il lavoro sulla memoria si lega in questo modo, indissolubilmente,
al presente.
Non basta infatti ricordare, perché la memoria può essere usata per dividere. Bisogna ricordare per capire, avendo ben chiaro che non si tratta di eventi in maniera assoluta estranei al nostro tempo, che il rischio di vedere la storia ripetersi è sempre alto: per evitare corresponsabilità di orrori futuri dobbiamo avere ben chiaro che è difficile concepire una memoria che non si misuri con il presente. La memoria del nostro passato si deve attivare in relazione a ciò che ci sta attorno, si deve trasformare in una proposta di dialogo e di confronto sul presente. Se si piangono i morti dei campi di sterminio ma poi si alimentano gli stereotipi nei confronti dei nostri contemporanei, siano essi rumeni, marocchini o tedeschi, si tradisce ancora una volta la memoria delle vittime della violenza.
Il confronto con le memorie storiche non può che essere riferimento per noi, oggi, per la ricerca di una pace che sappia raccogliere e valorizzare le differenze, secondo il progetto dell’Unione Europea nella sua versione più ambiziosa.
[Vittorio Prodi]
Nella foto la Chiesa di Casaglia, Monte Sole


19/01/2012

Con l'ok alla direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici siamo sulla strada giusta

Dopo un lungo negoziato con Commissione e Consiglio, la nuova direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici taglia oggi il traguardo al Parlamento europeo. I rifiuti di questo tipo sono in costante aumento e spesso contengono materiali pregiati: di qui la necessità di regolarne il flusso e soprattutto il riciclo, necessario per sostenere un'economia basata su maggiore efficienza delle risorse. Entro 7 anni dall'entrata in vigore della direttiva, l'85% dei rifiuti elettrici ed elettronici dovrà essere raccolto negli Stati membri, il 5% dovrà essere riutilizzato, i negozi saranno obbligati a riprendere il vecchio elettrodomestico quando il cliente ne acquista uno nuovo, ma se superano i 400m2 dovranno accettare indietro anche piccole apparecchiature a titolo gratuito. Inoltre, le esportazioni di rifiuti elettrici ed elettronici per paesi fuori dell'area OCSE saranno regolate più rigidamente per evitare abusi.
"Stiamo procedendo sulla strada giusta" commenta l'europarlamentare del PD Vittorio Prodi. "L'obiettivo è trasformare i rifiuti in una risorsa con un valore economico di mercato: a quel punto sarà interesse di tutti implementare il ciclo virtuoso della raccolta, del riuso, del riciclaggio e infine dello smaltimento controllato. Solo così si sconfigge il mercato nero dell'esportazione illegale dei rifiuti".


17/01/2012

La Commissione ascolti gli appelli per mantenere il programma GMES

"I vantaggi del programma di monitoraggio satellitare terrestre GMES a beneficio dei cittadini sono innegabili, soprattutto per i servizi di protezione civile, il monitoraggio dell'ambiente, il controllo di attività legali e per la sicurezza".
È quanto affermato dall'europarlamentare del PD Vittorio Prodi nel corso di una conferenza stampa oggi che si è tenuta oggi a Strasburgo in vista del voto di giovedì in plenaria sulla politica spaziale europea. Nel corso dell'incontro con i giornalisti, al quale hanno partecipato con Prodi alcuni eurodeputati firmatari di appelli alla Commissione per il mantenimento del programma ("amici del GMES"), si è ricordata la decisione della Commissione, giudicata sbagliata, di cancellare il GMES dal piano di prospettive finanziarie pluriennali demandandone la realizzazione all'impegno dei singoli Stati Membri.
"Così facendo - ha sottolineato Prodi- si invalidano gli investimenti fatti finora, rischiando la chiusura del GMES o, peggio, la divisione fra Stati che possono permettersi i vantaggi del monitoraggio satellitare e Stati che non possono, creando ulteriori squilibri fra industrie del settore e la perdita di molti posti di lavoro in un momento di grave crisi economica".
Il gruppo di europarlamentari amici del GMES proseguirà la sua campagna con una conferenza da organizzare insieme agli otto Stati Membri (Italia, Germania,Svezia, Paesi Bassi, Finlandia, Regno Unito, Francia e Spagna) che hanno ufficialmente chiesto a Barroso di continuare a finanziare il GMES.
Prodi ha sottolineato come "i project bonds potrebbero risolvere questa impasse, contando sul fatto che queste infrastrutture europee ripagherebbero entro alcuni anni gli investimenti effettuati".


17/01/2012

Martin Schulz nuovo presidente del Parlamento Europeo

Il nuovo presidente del Parlamento Europeo è il collega Martin Schulz (attuale presidente del mio gruppo, S&D), eletto con una larga maggioranza nella sessione plenaria di oggi. La prassi consolidata a livello europeo prevede infatti un'alternanza, a metà legislatura, tra esponenti dei principali gruppi politici nello scranno più alto dell'Europarlamento.
Martin Schulz succede al popolare polacco Jerzy Buzek (primo esponente di un paese ex comunista ad aver ricoperto questo incarico) e resterà alla guida del Parlamento Europeo fino a metà del 2014. A lui vanno, oltre che le mie congratulazioni, i miei più sinceri auguri di buon lavoro. [Vittorio Prodi]


14/01/2012

Corso di Formazione "Dopo tutto l'Europa" del Forum Europa del PD Cesena

Il penultimo incontro di questa fortunata rassegna sui temi europei condotta dall'On. Sandro Gozi ha avuto come ospiti gli Europarlamentari Vittorio Prodi e Gianni Pittella oltre all'On. Alessandro Bratti. Grande spazio è stato dedicato al tema ambientale, questione chiave per l'Italia e l'Europa, ma oggi ancora più controversa in seguito all'esplodere della crisi economica mondiale e dell'incapacità della politica di trovare un vero accordo globale. "L'Europa ha davanti a sè una serie di sfide importanti; ambientale, economica, sociale - ha affermato l'On. Prodi. Certamente dietro tutte le nostre scelte presenti e future c'è L'Europa. Solo attraverso di essa sarà possibile un avanzamento di civiltà, solo attraverso l'Europa potremo imparare a gestire assieme la scarsità delle risorse e le difficoltà del momento per riconquistarci una reale sovranità nelle scelte".


09/01/2012

Alcune precisazioni sul lavoro dei parlamentari europei

In questi giorni mi capita di leggere sui giornali accuse piuttosto generalizzate sull'operato dei parlamentari europei, basate su dati spesso parziali e, per quanto possa essere forse noioso, mi sembra giusto dar conto di come funziona nella pratica il nostro lavoro, in modo che il giudizio possa essere anche netto, ma basato su una conoscenza il più possibile precisa del contesto in cui operiamo.
Il Parlamento europeo agisce in qualità di co-legislatore in quasi tutti i settori del diritto dell'Unione. Insieme al Consiglio, il Parlamento approva o modifica le proposte presentate dalla Commissione, secondo l'iter definito dal procedimento legislativo ordinario. Il lavoro principale dei parlamentari europei si svolge all'interno di commissioni specializzate, alle quali spetta il compito di stilare e approvare relazioni con le quali vengono definiti gli emendamenti ai testi normativi proposti dalla Commissione, poi sottoposte al voto in Plenaria, ma anche di approvare risoluzioni ed ospitare incontri e audizioni. È all'interno delle Commissioni, quindi, che si svolgono i dibattiti più importanti, che si analizzano e preparano quei documenti che, una volta approvati dall'assemblea, avranno un impatto sulla vita dei cittadini. È soprattutto attraverso le Commissioni, dunque, prima che nella Plenaria, che svolgiamo l'attività di legislatori e facciamo valere le ragioni politiche dei nostri elettori.
Io, ad esempio, faccio parte di due Commissioni Parlamentari. Nella Commmissione Ambiente, Sanità e Sicurezza alimentare (ENVI), dove svolgo la mia attività principale da più di 7 anni, porto avanti attraverso emendamenti, progetti di risoluzione e relazioni la mia battaglia politica sui temi della lotta al cambiamento climatico e della crescita sostenibile. Nel 2010, ad esempio, sono stato relatore per il Parlamento Europeo del Libro Bianco della Commissione sull'adattamento ai cambiamenti climatici.
Oltre alle Commissioni, i parlamentari partecipano anche ai lavori delle Delegazioni, che intrattengono rapporti e scambi con i diversi parlamenti dei paesi terzi, nell'ottica di promuovere i valori su cui è fondata l'Unione Europea (i principi di libertà e di democrazia, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, lo Stato di diritto), ma anche di lavorare assieme ai partner internazionali dell'Unione per impostare un'azione politica ed economica di lungo periodo.
Naturalmente ciascun parlamentare fa parte di un gruppo politico, all'interno del quale si discutono le linee e le posizioni da tenere rispetto alle diverse materie trattate (ad esempio se io sono relatore di un documento che verrà discusso in Commissione Ambiente, discuto dei contenuti del documento con i miei compagni di partito, così come raccolgo da loro eventuali proposte di emendamento).
Nell'analizzare l'operato di un parlamentare europeo è quindi piuttosto riduttivo rifarsi semplicemente alla percentuale di presenza alle sessioni plenarie (che certo è fondamentale perché è lì che si varano ufficialmente i documenti, ma non è sufficiente: paradossalmente un parlamentare potrebbe avere una percentuale di presenze del 100% alle sessioni plenarie, ma non incidere per niente nell'elaborazione dei documenti, se non partecipa ai lavori di commissione!) o al numero di interventi in aula. Bisogna invece prendere in considerazione le tematiche di cui si occupa, le relazioni a cui lavora, la presenza e incisività nella vita quotidiana del parlamento.
Per quanto riguarda poi i collaboratori, credo che il modello europeo possa essere preso da esempio anche per gli interventi sul costo dei parlamentari che sono allo studio in Italia. Contrariamente al nostro paese, infatti, a Bruxelles e in Europa si è deciso di investire la maggior parte delle risorse non sull'indennità del parlamentare, ma piuttosto sulla sua attività, che si svolge necessariamente sia all'interno del Parlamento, che nel collegio elettorale di cui fa parte. Ogni Parlamentare Europeo, infatti, ha a disposizione un budget apposito (predefinito e uguale per tutti) per i collaboratori, ma questo non passa “dalle sue mani”. Il parlamentare, una volta scelti i suoi collaboratori, deposita i relativi contratti all'ufficio apposito ed è lo stesso Parlamento Europeo, tramite un commercialista accreditato, che versa loro direttamente lo stipendio mensile. Per trasparenza, i nomi dei collaboratori sono presenti sulla pagina del parlamentare di riferimento.
Ritenendo fondamentale il rapporto con i miei elettori, da sempre, oltre ad organizzare e partecipare a iniziative e incontri sul territorio, cerco di rendere conto di tutte le mie attività a Bruxelles attraverso questo sito. Inoltre ho cercato di impostare un confronto sulle tematiche di cui mi occupo, non solo attraverso la mia mail e il mio ufficio di Bologna, ma anche sulla mia rivista Diario Europeo (scaricabile gratuitamente dal sito www.diarioeuropeo.it).
[Vittorio Prodi]

Immagine: 4 ottobre 2011, Parlamento Europeo, Bruxelles - Lancio ufficiale di ECRA European Climate Research Alliance patrocinata da Vittorio Prodi.
Erano presenti il coordinatore della Commissione ENVI Jo Leinen, il Direttore Generale della ricerca della Commissione Europea Robert-Jan Smits, il Premio Nobel Prof Paul J. Crutsen e molti dei Presidenti o Amministratori Delegati degli Istituti promotori.



21/12/2011

Clima: bene aerei in quote CO2

“Siamo molto soddisfatti. Dopo le delusioni di Durban, finalmente un segnale positivo che conferma che l'UE è sulla strada giusta nel percorso intrapreso per ridurre le emissioni”.
Questo il commento degli europarlamentari del Pd Vittorio Prodi e Mario Pirillo, membri della commissione Ambiente del Parlamento europeo, alla notizia della decisione della Corte di Giustizia Ue, che ha fatto seguito a un ricorso presentato da compagnie aeree statunitensi, di sottoporre anche il settore aereo al sistema dello scambio di emissioni.
“Il settore aereo doveva giustamente partecipare allo sforzo di riduzione come già fanno altri settori – aggiungono Prodi e Pirillo -. La sentenza aiuta inoltre a difendere la competitività delle imprese europee e lascia ben sperare per il raggiungimento di accordi internazionali più rigorosi per la lotta al cambiamento climatico”.


16/12/2011

La crisi non si supera con l'Industria finanziaria

Durante l’ultima sessione di lavori il Presidente della Commissione europea Manuel Barroso ha riferito davanti al Parlamento di Strasburgo circa il vertice del Consiglio Europeo di qualche giorno fa. Barroso non ha fatto sconti alla Gran Bretagna e ha sottolineato come l’accordo includa tutti i membri dell’Unione tranne uno. L’UE non ha gradito il ripetuto tentativo di Cameron d’arrivare ad un accordo separato favorevole al mercato interno britannico. Barroso ha ribadito l’inaccettabilità delle richieste inglesi che avrebbero messo a rischio lo stesso mercato unico europeo. L’ok britannico ad una revisione dei trattati europei sarebbe stato condizionato ad un trattamento di favore verso la City, quindi meno vincoli, meno controlli e niente sanzioni per gli interessi finanziari di Londra. Ma la Gran Bretagna non si potrà certo sfilare dal percorso intrapreso a livello europeo. Anche il Commissario europeo all’economia Olli Rehn ha precisato come le nuove regole anticrisi saranno applicate anche alla finanza britannica nonostante l’opposizione di Londra, che però aveva già firmato gli accordi dei giorni scorsi. Per l’ On. Vittorio Prodi “l'accordo concluso da quasi tutti i Governi dell'UE è un primo passo per una maggiore integrazione economica. La finanza deve facilitare la produzione, la crescita e l’occupazione, non sostituirla. Quando Cameron parla di Industria finanziaria usa una formula che non possiamo accettare. Noi dobbiamo pensare alla crescita e non alla speculazione”.
Con il nuovo trattato, la cui firma è prevista per marzo 2012, i Governi dovranno mantenere i bilanci generali in pareggio. I Paesi che superano la soglia del deficit dello 0,5% del PIL dovranno riportare il bilancio in pareggio sotto la sorveglianza della Commissione e di altri paesi dell'UE.



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